Gli errori più comuni nella coltivazione della Cannabis

Gli errori più comuni nella coltivazione della Cannabis

Le cose più appaganti della vita sono gratuite, ma solo se siamo noi stessi a farle. In un ambito colturale, per ottenere i raccolti più soddisfacenti bisogna saper evitare di incorrere nei 10 errori più comuni della coltivazione.

Quando non si ha molta dimestichezza, la coltivazione della Cannabis può trasformarsi in un’attività piuttosto scoraggiante. Tra i valori di pH, i piani di fertilizzazione, l’intensità dei lumen e la qualità del substrato si possono perdere facilmente le nozioni di base necessarie per raggiungere i risultati ottimali. Ricordiamoci che coltivare Cannabis non è assolutamente una scienza d’ingegneria missilistica. È vero che con il passare del tempo le abilità colturali si affinano ma, evitando fin da subito gli errori più comuni, anche i principianti potranno ottenere piante sane e robuste seguendo alcuni semplici suggerimenti.

Ecco la Top 10 degli errori più comuni nella coltivazione della Cannabis e i consigli su come evitarli:

PARLARE TROPPO

Scherzi a parte, cercate sempre di mantenere una certa riservatezza. Sappiate che più persone verranno a conoscenza della vostra piantagione e più sarà facile avere problemi con i vicini di casa o, ancora peggio, con i poliziotti. Quindi, valutate seriamente quanto siano affidabili le persone con cui condividere questo grande segreto. Siamo consapevoli di quanto sia difficile nascondere agli amici le vostre più belle piante di Cannabis, soprattutto quando si ha voglia di condividere con tutto il mondo questa immensa gioia.

DIMENTICARE LE NOZIONI DI BASE

Se la Cannabis viene anche chiamata “erba” c’è sicuramente un buon motivo: è una pianta estremamente resistente, in grado di crescere anche con i più elementari accorgimenti colturali. Tuttavia, con il facile accesso alle informazioni agronomiche su come coltivarla (web, forum, libri, sitiecc…), è facile perdersi seguendo tecniche avanzate e ricette colturali esoteriche. Per cui, prima di affrontare potature, tecniche ScrOGclonazione ecc., assicuratevi che le piante ricevano ciò di cui hanno realmente bisogno: temperatura, luce, pH, flusso d’aria e substrato di qualità.

RISPARMIARE SULLA GENETICA DELLE VARIETA’ DA COLTIVARE

Se siete disposti a spendere fino a 900 euro per comprare attrezzature per la coltivazione, perchè risparmiare sulla qualità dei semi?! È sempre piacevole avere semi gratis, ma ciò non deve diventare l’obiettivo del vostro progetto di coltivazione. Sul mercato sono disponibili genetiche qualitativamente superiori, per cui evitate di risparmiare in questo senso, soprattutto quando si vogliono ottenere i migliori risultati (eventualmente potete sempre optare per le talee).
USARE VASI TROPPO PICCOLI

Sia in coltivazioni indoor che outdoor, le vostre piante hanno bisogno di spazio per poter sviluppare il proprio apparato radicale. Una volta che questo avrà occupato tutto il vaso, le piante non saranno più in grado di crescere e non potranno più esprimere appieno tutto il loro potenziale. Le dimensioni di un vaso si aggirano, come minimo, sui 10 litri, capienza sufficiente ma non ottimale. È sempre meglio utilizzare vasi da 15-20 litri, oppure, se si ha la possibilità, si possono piantare i piantini direttamente nel terreno, dove avranno la possibilità di crescere liberamente.

 

ESAGERARE CON LA POTATURA

Realizzare una potatura può essere di beneficio per la pianta, stimolando una crescita vegetativa più vigorosa. Tuttavia, una potatura troppo aggressiva può stressare o addirittura uccidere una pianta. Infatti, la potatura crea uno stato di shock che interrompe la crescita vegetativa per alcuni giorni, dopo i quali viene recuperato il normale sviluppo della pianta, prolungandone però il normale ciclo di crescita complessivo. Se siete alle prime armi, sappiate che eliminare semplicemente i rami più bassi e poco sviluppati è sufficiente ad aiutare la pianta a concentrare le proprie energie sulle cime apicali, quelle che ricevono più luce. Potare le ramificazioni di una pianta non è difficile, ma se non siete a conoscenza delle nozioni di base è sempre meglio evitare tecniche del calibro del “fimming”, “lollipopping” od altre esotiche strategie colturali. Mai potare una pianta nella fase di fioritura, in quanto si potrebbe indebolire irreversibilmente.

NON MISURARE IL PH

Un pH errato è uno dei principali motivi per cui una pianta manifesta carenze nutrizionali durante la fase di crescita. Utilizzate sempre i kit con cui misurare il pH, in modo da poter tenere sotto controllo sia il pH dell’acqua che quello del substrato, dove si svilupperanno le radici. Bisogna sempre ripetere questo processo ogniqualvolta si aggiungano fertilizzanti, stando sempre attenti e pronti a riportare il pH ai livelli ottimali. L’obiettivo è quello di mantenere questi valori tra il 5,8 e il 6,5, dato che le sostanze nutritive vengono assorbite dalle piante a seconda del pH in cui crescono. Se si utilizzano kit di fertilizzazione Biotaps non sarà necessario misurare il pH.

ECCEDERE CON L’IRRIGAZIONE

Apportare quantitativi eccessivi d’acqua ad una pianta è sempre più pericoloso che lasciarla “a secco”. Un suolo eccessivamente saturo d’acqua può fare marcire in pochi giorni le radici e, quindi, uccidere la pianta. Il terreno deve risultare solo leggermente umido al tatto, ma non zuppo. Utilizzate sempre terreni ben drenanti, contenenti perlite, e vasi forati sul fondo, in modo da garantire una corretta umidità del suolo.

RACCOGLIERE TROPPO PRESTO

Quando le cime sono ormai ricoperte di resina, è piuttosto difficile resistere alla tentazione di procedere al taglio della pianta. Tuttavia, è importante sapere che i fiori della Cannabis sviluppano il meglio di sé nelle ultime due settimane di fioritura. Ciò vuol dire che un raccolto precoce può ridurre drasticamente la qualità e la quantità del prodotto finale. Per capire qual è il miglior momento per tagliare usate un microscopio tascabile da 100x, con cui si ha la possibilità di controllare lo stato di sviluppo dei tricomi (le piccole gocce di resina presenti sui fiori). Per essere sicuri di ottenere i livelli di THC ottimali, raccogliete quando la maggior parte di questi tricomi appare di colore opaco ed alcuni, ma pochi, di colore ambra.

SOVRAFERTILIZZARE

L’errore più comune e più grave è quello della sovrafertilizzazione. Un’eccessiva concimazione è la principale responsabile della morte di molte piante. Aggiungere grandi quantitativi di fertilizzanti non è sinonimo di cime più grandi e saporite. Si tratta di trovare il giusto equilibrio e la giusta quantità. Sarete sempre in tempo per aggiungere in un secondo momento i concimi richiesti da una pianta. Invece, affrontare una sovrafertilizzazione e le sue tragiche conseguenze è, quasi sempre, impossibile. Sulle etichette dei fertilizzanti sono indicate le dosi consigliate, ma, nella maggior parte dei casi, i valori riportati sono superiori alle reali necessità delle piante. Per cui, cercate sempre di ridurre al 50% i valori raccomandati dai produttori (un eventuale apporto di concime si può sempre realizzare in un secondo momento).

Emanuele Milazzo

Attivista cannabico indipendente e membro del direttivo di Cannabis Cura Siclia. Laureato in Relazioni Internazionali, ho schiarito le mie idee vivendo le esperienze universitarie in tre paesi differenti: Italia, Germania ed Olanda. Attualmente vivo a Nijmegen, dove mi occupo di controllo qualità della cannabis presso un coffeeshop dopo aver trascorso un breve periodo presso Sensi Seeds e The Cannabis College. Esperto di regolamentazione sulle droghe, parlo 5 lingue e collaboro attivamente con ENCOD Netherlands e VOC Netherlands.

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