Approvate le norme sulla somministrazione della cannabis a uso medico

Approvate le norme sulla somministrazione della cannabis a uso medico

La Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge: Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico (C. 76-A/R​ e abb.). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

L’ennesima delusione per il mondo antiproibizionista italiano. Un testo di legge, quello approvato oggi, che di fatto evidenzia le intenzioni di questa legislatura di stabilire il monopolio della cannabis delle case farmaceutiche. Non prevista l’autoproduzione, come previsto.

Ecco i principali cambiamenti della normativa approvata in parlamento:

  1. Il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi.
  2. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i tre mesi. I farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale.
  3. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l’aliquota Iva ridotta al 5%.
  4. Coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.
  5. Se necessario può essere autorizzata l’importazione e la coltivazione presso altri enti. Stanziate risorse per un milione e 700mila euro.
  6. A regioni e province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all’Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l’anno successivo. Norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

Nulla di fatto cambia.

Sempre più decisi a spingere per una regolamentazione che preveda l’autoproduzione, il direttivo di Cannabis Cura Sicilia si esprime con parere negativo nei confronti dell’ennesima bufala di questo parlamento.

Disponibilità e qualità del prodotto non sono di certo le prerogative di questo governo, che si ostina a tenere prigioniero nel castello di Firenze la nostra adorata pianta. La domanda che ci facciamo è la seguente: dopo il flop dell’FM2 davvero si crede ancora che l’Istituto farmaceutico militare di Firenze sia nelle condizioni di portare a termine il progetto?

Il tempo, purtroppo, ci darà la risposta che aspettiamo… Ma nel frattempo noi autoproduciamo!!

 

Clicca qui per accedere ai dettagli del testo di legge

Emanuele Milazzo

Attivista cannabico indipendente e membro del direttivo di Cannabis Cura Siclia. Laureato in Relazioni Internazionali, ho schiarito le mie idee vivendo le esperienze universitarie in tre paesi differenti: Italia, Germania ed Olanda. Attualmente vivo a Nijmegen, dove mi occupo di controllo qualità della cannabis presso un coffeeshop dopo aver trascorso un breve periodo presso Sensi Seeds e The Cannabis College. Esperto di regolamentazione sulle droghe, parlo 5 lingue e collaboro attivamente con ENCOD Netherlands e VOC Netherlands.

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