Microdosaggio della Cannabis, un’analisi degli aspetti principali.

Microdosaggio della Cannabis, un’analisi degli aspetti principali.

Nel pieno della sterzata antipro americanaed una apertura nei confronti dell’aspetto terapeutico della Cannabis in una timida Europa, stiamo assistendo alla crescita di una comunità di attivisti cannabici che premono per un consumo della Cannabis organizzato in microdosaggi distribuiti nell’arco della giornata. Questa ”strategia” sta avendo molto seguito negli Stati americani in cui la Cannabis è stata regolamentata.

Che cos’è il microdosaggio?
Chi pratica il microdosaggio in genere consuma prodotti ad alta percentuale di THC, in modo da averne gli effetti sotto controllo ed evitare che essi possano interferire con le attività quotidiane. Molti di voi penseranno, “ma io posso tranquillamente svolgere ogni mansione quotidiana, persino lavorare, sotto l’effetto di elevate dosi di THC”. Ma esiste anche una grande porzione di consumatori il cui grado di tolleranza non risulta essere molto alto. La combinazione della necessità di assunzione di prodotti ad alto contenuto di THC con una scarsa tolleranza allo stesso principio attivo, rende necessara l’assunzione in microdosaggi.
“Il microdosaggio è un metodo molto soggettivo. Non esiste una formula magica per tutti i consumatori; è differente per ognuno di noi.
La maggior parte delle persone conosce poco in merito al microdosaggio”, dice Michelle Ross, fondatrice di IMPACT Network, un organizzazione no-profit che attraverso ricerca empirica in campo medico si prefigge di scoprire nuovi trattamenti terapeutici a base di Cannabis.
Dustin Sulak, fisico osteopata sostiene che per alcuni pazienti alte dose di THC siano meno efficienti di basse dosi. Un esempio chiaro lo si ha avuto con soggetti ansiosi, i quali hanno beneficiato di basse dosi di THC, riscontrando dall’altro lato episodi di ansietà sotto somministrazione di elevate dosi di THC.

Esistono diversi metodi per il microdosaggio, ma alcuni possono essere maggiormente efficienti di altri. Gli esperti consigliano l’assunzione di tinture, olii ed edibili per la facilità di controllo del dosaggio di THC che in partenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,5 mg.
Addirittura in California la KIVA Confections, azienda etica e di successo nel mercato della Cannabis, offre ai propri clienti prodotti le cui concentrazioni partono dai 2,5 mg, facilitando il cliente nel percorso del microdosaggio. Nonostante il microdosaggio riguardi nella maggior parte dei casi il THC, un attento dosaggio di CBD, potrebbe garantire un’esperienza ancora piu piacevole. Tieni sempre in considerazione il potenziale del rapporto 1:1 THC/CBD.

 

 

Emanuele Milazzo

Attivista cannabico indipendente e membro del direttivo di Cannabis Cura Siclia. Laureato in Relazioni Internazionali, ho schiarito le mie idee vivendo le esperienze universitarie in tre paesi differenti: Italia, Germania ed Olanda. Attualmente vivo a Nijmegen, dove mi occupo di controllo qualità della cannabis presso un coffeeshop dopo aver trascorso un breve periodo presso Sensi Seeds e The Cannabis College. Esperto di regolamentazione sulle droghe, parlo 5 lingue e collaboro attivamente con ENCOD Netherlands e VOC Netherlands.

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